PRESENTAZONE
Veneto Film Factory - comparto news
Perché delle persone che provengono dal video, dal cinema e da studi teorici sulla comunicazione decidono di proporsi anche nel settore della video informazione?
Innanzitutto perché oggi, di fatto, l’informazione non è più un’esclusiva del mondo del giornalismo. Nel web ormai un grande numero di persone si improvvisano reporter cercando di superare anche i limiti insiti nella professione suddetta. Mentre un giornalista ufficiale è fermato dalle autorità in un paese dittatoriale perché conosciuto e ritenuto “pericoloso”, un cittadino, armato di cellulare o telecamerina, mostra al mondo quello che sta accadendo nel suo paese. Ormai un sito come youtube è diventato una sorta di video agenzia di stampa, fatta da amatori, per le redazioni ufficiali dei giornali del mondo intero. Non sempre però un eccesso di informazione è utile all’informazione: le fonti non sono sempre attendibili, le immagini sono spesso di cattiva qualità e soprattutto non sono quasi mai lette e commentate. Anche le immagini più esclusive e raccapriccianti, per uscire dall’indeterminatezza della loro polisemicità, necessitano di un contesto argomentativo. Il rischio, già ravvisabile, è che la saturazione di immagini su tutto e tutti, ci faccia supporre che nulla sfugge al vigile e democratico occhio del web e, soprattutto, di conoscere la realtà che ci circonda nella sua globalità.
Ecco perché, fortunatamente, cominciano a nascere delle televisioni online, con lo scopo di approfondire e diffondere notizie ben confezionate in grado di contrastare l’omologazione crescente dell’informazione della televisione generalista.
Ebbene, è a queste nuove realtà che ci rivolgiamo: il nostro obiettivo è di costituire una sorta di video agenzia locale specializzata nel territorio (Vicenza, la sua provincia e in prospettiva tutta la regione Veneto). Queste televisioni online, quindi “leggere”, non possono permettersi di inviare un giornalista con troupe al seguito ma necessitano, a nostro dire, di una rete di contatti e collaboratori sparsi in tutto il territorio che intendono coprire. Agenzie locali “leggere” per costi e mezzi impiegati, in grado di fornire in tempi rapidi contatti, logistica e immagini: da quelle grezze, a quelle parzialmente montate, a brevi servizi finiti.
Questa logica però non risponde solo ad esigenze di razionalizzazione economica. Noi crediamo che questa modalità di lavoro sia in grado di cambiare anche la natura della notizia veicolata.
Come esempio e demo delle nostre capacità, rimandiamo ad un servizio di 9.45 minuti dedicato alla manifestazione del 4 luglio 09 contro la costruzione di una nuova base militare americana a Vicenza. Quali sono le potenzialità di un servizio così confezionato? Innanzitutto chi lo scrive conosce profondamente il problema perché vive nel territorio in cui si è sviluppato. Durante la manifestazione ci è capitato di chiedere ad un noto giornalista di un Tg nazionale, a telecamera spenta, cosa pensasse di questa protesta. La sua risposta è stata che non ne sapeva molto e che non aveva seguito i precedenti.
Noi non amiamo una notizia legata soltanto all’eccezionalità e spettacolarità del presente: ma miriamo a quell’informazione che dimostra di avere una memoria sull’argomento e che stimola lo spettatore a farsi delle domande, più che ha consegnargli delle certezze.
Non essendo giornalisti, non crediamo alla mitologia legata a quella professione: sappiamo che l’oggettività non esiste, che informazione non è sempre sinonimo di libertà, che ogni notizia è in fondo un racconto.
E se è un racconto è legittimo servirsi, senza paura di scandalizzare nessuno, del linguaggio e degli espedienti della finzione. Non per falsificare, ma per comunicare, attraverso l’emozione dell’immagine, ciò che riteniamo urgente comunicare. Non la realtà tout court, ma un nostro punto di vista necessariamente parziale, e proprio per questo, più onesto e utile ad un dibattito civile e democratico.
Vicenza luglio 2009