PRESENTAZONE
Progetto Cinema: presentazione dell'Associazione
Veneto Film Factory è un'associazione di promozione sociale che desidera mettere al servizio delle associazioni di volontariato la propria esperienza nel settore video. Esperienza maturata nel contesto di Ipotesi Cinema, la "non scuola" fondata da Ermanno Olmi a Bassano del Grappa.
Crediamo, con tale attività, di colmare un vuoto evidente rispondendo, nello stesso tempo, ad esigenze crescenti proprie del mondo del volontariato.
Questo settore, infatti, ha sempre più bisogno di visibilità e promozione, anche per stringere collaborazioni e sinergie con gli Enti pubblici.
Deve imparare anche a valorizzare le proprie esperienze e conoscenze, a raccontarsi e a rendersi "notiziabile" per riuscire a diffondere il proprio impegno etico e politico, anche tra i non addetti ai lavori.
"Le organizzazioni di volontariato sono tenute a fare propria una cultura della comunicazione intesa come strumento di relazione, di promozione culturale e di cambiamento, attraverso cui sensibilizzano l'opinione pubblica e favoriscono la costruzione di rapporti e sinergie a tutti i livelli. Coltivano e diffondono la comunicazione con ogni strumento privilegiando - dove è possibile - la rete informatica per migliorare l'accesso alle informazioni, ai diritti dei cittadini, alle risorse disponibili. Le organizzazioni di volontariato interagiscono con il mondo dei mass media e dei suoi operatori perché informino in modo corretto ed esaustivo sui temi sociali e culturali di cui si occupano."
(Articolo 23 della carta dei valori del volontariato)
Ma tali obiettivi non possono essere raggiunti con il tradizionale linguaggio pubblicitario o televisivo perché i valori e gli stili di vita proposti sono altri. Per questo motivo Veneto Film Factory privilegia la narrazione o drammatizzazione dei contenuti informativi, evitando un approccio troppo formale ed istituzionale, per arrivare ad un prodotto semplice, credibile ed autentico. Ovviamente, con standard professionale e a "costi" assolutamente "fuori mercato".
Infatti, noi non quantifichiamo il nostro lavoro in ore, come i normali studi di produzione, ma lavoriamo con i tempi propri del documentario, utilizzando l'emozione come veicolo privilegiato per la comunicazione.
Ci avvaliamo poi della tecnica dell'ascolto, che prevede condivisione, empatia e sensibilità. Ricerchiamo una qualità del rapporto umano e ci proponiamo di costruire un clima di fiducia e rispetto reciproco, nel quale la sincerità possa battere la superficialità: ma per fare tutto questo bisogna predisporsi ad una costruttiva attesa.
Il video però non serve solo per finalità promozionali. Per cominciare, esso offre l'opportunità di documentare una determinata attività. Può fungere quindi quasi da specchio nel quale verificare i propri metodi, attitudini, risultati o errori, pianificando così, con più consapevolezza, l'attività futura.
Il lavoro legato alla produzione di immagini è anche una palestra nella quale sviluppare la propria sensibilità, la capacità di relazionarsi con l'altro, sperimentando la possibilità di esprimersi in un modo inedito ma efficace. Ecco dunque il video come protagonista di un progetto finalizzato, ad esempio, allo studio e alla "cura" di quel disagio sociale che non necessariamente si manifesta dove esistono problemi economici, ma soprattutto dove c'è incomunicabilità e mancanza di valori culturali e umani.
In fine, il video può essere anche inteso come occasione per offrire un'inedita forma d'espressione a chi, per problemi fisici o psichici, non trova il modo per manifestare pienamente la ricchezza della propria interiorità.
Per cominciare la nostra attività, abbiamo cercato la collaborazione di chi, prima di tutto, condivideva il nostro progetto; e l'abbiamo trovata nei Paolini del centro culturale S. Paolo di Vicenza che non solo ci ospitano nei loro locali ma seguono la nostra attività in modo appassionato e costruttivo. L'abbiamo trovata anche in alcuni professionisti che non hanno mai dovuto rinnegare i propri valori per il lavoro e che credono valga la pena di fare il possibile per migliorare se stessi e gli altri con l'aiuto della comunicazione e dell'arte.
Questi amici sono entrati a far parte del Comitato Scientifico dell'associazione e sono: il regista Toni De Gregorio (anche direttore di Ipotesi Cinema per dieci anni), la giornalista e autrice televisiva Carla Urban e il critico cinematografico Enzo Pancera.
Ispirandoci a grandi maestri come Ermanno Olmi, Gianni Amelio, Silvano Agosti, Krzysztof Kieslowski, Vittorio De Seta, Franco Piavoli…, intendiamo ricercare dentro la realtà, quelle testimonianze, racconti, memorie in grado di dare speranza e fiducia; perché la realtà deve solo essere ascoltata nel modo giusto, con sensibilità e rispetto, per darci i suoi frutti migliori.
Vicenza giugno 2005